Papà, mi compreresti un libro?» «Un libro? E per che cavolo farci?» «Per leggerlo». «Diavolo, ma cosa non va con la tele? Abbiamo una stupenda tele a ventiquattro pollici e vieni a chiedermi un libro! Sei viziata, ragazza mia!(Roal Dahl,Matilde)

#LEGGEREFABENEALLEPAROLE

Ormai è risaputo, gli studi hanno dimostrato che un’esposizione precoce alla lettura aumenta l’ampiezza del vocabolario, migliora la qualità lessicale, ampie parti di cervello vengono sollecitate durante l’azione del leggere, creando nuove sinapsi e connessioni. E’ dimostrato che i bambini abituati alla lettura, praticata dalla famiglia in età prescolare, presentano un migliore rendimento scolastico, un migliore inserimento sociale e una capacità di risoluzione dei problemi più articolata.

 

#LEGGEREFABENEALCERVELLO

Grazia Honneger Fresco nel suo libro “Un nido per amico”, sostiene che dopo il passaggio della conoscenza sensoriale “i libri diventano lettura ad alta voce e ben presto, con i “perché?” del bambino/a, occasione di scambio, di dialogo, dunque importante nutrimento sonoro e immaginativo.” L’incontro con i libri per il bambino/a piccolo/a è in primo luogo di tipo sensoriale e consente di misurare le proprie competenze di motricità fine. Molte cose si ricordano attraverso il contatto, se si manipola il libro, se lo si tocca, si ricorda meglio, ma con il libro si può andare oltre al concreto con la fantasia. Dal punto di vista cognitivo, la lettura offre al bambino/a un canale differente di conoscenza, favorisce la comprensione di sé e del mondo che lo circonda; collega suoni ad immagini, allarga la mente alla scoperta, sviluppa l’immaginazione, la fantasia, la creatività e la curiosità; amplia la memoria infine potenzia le capacità logiche ed astrattive.

#LEGGEREFABENEALLEEMOZIONI

Dal punto di vista emotivo, leggere con un bambino/a consente di esplorare le sue emozioni più intime e profonde: supportato da un adulto che possa contenerlo, rassicurarlo, fornirgli chiarimenti, il bambino/a può essere facilitato ad affrontare con successo insicurezze, paura, momenti di passaggio e cambiamento. Rispecchiarsi in un personaggio può avere un effetto catartico per il bambino/a, è per questo che le fiabe del repertorio tradizionale sono un’ottima risorsa per dare un nome alle emozioni. La trasmissione di storie e racconti da adulti a bambini/e è inoltre uno dei canali del passaggio di valori, messaggi etici e tradizioni generazionali. Le storie aiutano ad organizzare i pensieri, a esprimere i ricordi, a riconoscere le proprie emozioni e a mettere ordine nel proprio mondo interiore.

#LEGGEREFABENEALLERELAZIONI

Dal punto di vista relazionale, nell’esperienza condivisa della lettura e dell’ascolto, adulto e bambino/a entrano in sintonia reciproca attraverso i mondi che prendono vita tra le pagine del libro, inuna comunicazione intensa e piacevole fatta di emozione, complicità, fiducia, che rinsalda il loro legame affettivo.

A trarne beneficio sono sia il bambino/a che l’adulto. Già dai tre mesi, periodo in cui la vista fa la sua comparsa, è possibile leggere al bimbo con libri che siano in grado di attirarne lo sguardo.

Bambini allattati al seno o in modo artificiale, riconoscono il tondo della pupilla e la distanza tra il viso della madre ed il grembo, su cui il bambino è appoggiato, è proprio la distanza in cui inizia ad instaurasi la prima relazione di sguardi.

Partendo proprio da questa osservazione Katsumi Komagat, illustratore giapponese considerato l’erede di Bruno Munari, padre di una figlia che interagiva poco con lui, ha creato dieci libretti con immagini in bianco e nero, per stimolare bimbi/e a partire dai tre mesi fino ai tre anni. Utilizzando un cartoncino con un tondo nero su uno sfondo bianco pieno e poi bucato in modo da guardarci attraverso, si è accorto che riusciva a catturare l’attenzione di sua figlia. Dal tondo (situazione conosciuta perchè riproduce l’immagine della pupilla oppure del capezzolo) si passa ad una figura nuova, il quadrato, poi dal grande al piccolo e cosi via per arrivare a “piccoli occhi” per fare il gioco del “cucù”.

Questo ci dimostra quale forza può avere il libro nel rafforzare la relazione fin da piccolissimi/e, come primo strumento-gioco che crea un legame. Non si può cucinare, telefonare o fare le pulizie mentre si legge un libro ad un bambino o ad una bambina, si è a loro completa disposizione, in stretta vicinanza, anche fisica e concentrati su quello che si sta leggendo.

Non si legge “al bambino/a” ma “con il bambino/a”

Nei servizi educativi per l’infanzia ( nidi, spazi gioco e ludoteche) del Comune di Bergamo la lettura occupa un posto privilegiato rispetto ad altre attività. Lo confermano gli ambienti, poiché c’è sempre un angolo dedicato alla lettura, inoltre i libri sono sempre a portata di mano dei bambini/e, in modo che possano averli a disposizione per leggerli da soli o chiedere la lettura ad un adulto.

Per favorire occasioni di lettura, i Servizi educativi per l’infanzia del Comune di Bergamo promuovono e aderiscono ad alcune iniziative fra cui:

  • Nati per leggere il progetto che si propone di promuovere la diffusione della lettura ad alta voce ai bambini e alle bambine fin dalla più tenera età
  • Libringiro il progetto prevede che le biblioteche del Sistema Bibliotecario Urbano prestino ai servizi educativi una ventina di libri ogni mese, per arricchire l’offerta dei servizi
  • Il giardino dei libri il progetto promuove la lettura insieme alle famiglie con bambini da 0 a 6 anni, all’interno dei giardini dei nidi d’infanzia, con la preziosa collaborazione delle bibliotecarie e delle educatrici
  • Incontri formativi per gli adulti il progetto, offre la possibilità di un confronto ed un approfondimento con le bibliotecarie e le educatrici di nidi comunali, sul tema della lettura e su come scegliere dei “ buoni libri” per i più piccoli/e

#DALEGGEREONLINE

 

#DASFOGLIARESUCARTA

  • Bruno Bettelheim, Il mondo incantato.Uso importanza e significati psicoanalitici delle fiabe,1977, Feltrinelli
  • Grazia Honneger Fresco, Un nido per amico,2002 ,Meridiana