Bambini ed emozioni

Cosa sono le emozioni?

Le nostre emozioni fanno parte di noi, della nostra quotidianità, del nostro “sentire”! Ma che cosa sono? Sono state definite in tanti modi: sono un “movimento” che parte da dentro verso l’esterno, sono un impulso ad agire, sono istintive, fugaci, reattive, di diverse intensità e sfumature, transitorie, sono una reazione ad una certa situazione… Non confondiamole con gli stati d’animo che hanno a che vedere più col nostro umore, ne scambiamole per sentimenti, che hanno invece una natura più radicata, più cosciente e duratura.

 

Conosciamole meglio!

La caratteristica principale delle emozioni è sono… INNATE, le sentiamo e basta, non possiamo imporcele! Già nella pancia della mamma i bambini possono percepirle ed esserne contagiati! Nei primi mesi di vita il bambino è già capace di sentire le emozioni più basilari: paura, collera, dolore e gioia. Via via crescendo ha la possibilità di sperimentare relazioni e situazioni che arricchiscono sempre più il suo bagaglio emotivo. Le emozioni sono tantissime e coloratissime, possiamo avvertirle con diversa intensità, innumerevoli sfumature e soprattutto ognuno di noi ha il “suo sentire”.

Guai a non considerare che i bimbi possono provare emozioni proprio come gli adulti, possono gioire, soffrire, amare proprio come noi: la loro sensibilità è profonda ed è compito dell’adulto rispettarla e averne cura.

 

Valorizzare le emozioni

Considerato che le emozioni sono innate, i bambini non hanno bisogno di aiuto per poterle provare… già succede! Quello di cui invece hanno bisogno è che i propri genitori li aiutino a riconoscerle in loro stessi e poi negli altri, ad esprimerle in modo costruttivo, a imparare a gestirle. E’ fondamentale essere educati ad acquisire una buona “competenza emotiva” perché questo permette di riuscire a stare bene sia con se stessi che in relazione agli altri, di imparare ad affrontare e superare in modo positivo i problemi.

Come fare? Trasmettiamo sempre un messaggio fondamentale ai nostri bambini: che le loro emozioni ci raccontano come loro si sentono e quindi sono importanti… ci interessano! Aiutiamoli a dare valore a come si sentono:“come stai? Cosa senti nella pancia? Qualcosa di bello o brutto? Di piacevole o spiavevole?”. Mamma e papà hanno mille occasioni nella quotidianità da sfruttare in modo costruttivo per insegnare al proprio figlio a soffermarsi ad ascoltare se stesso, il proprio corpo e la propria “pancia”: perché lui conta, ha valore, è unico!

 

Riconoscere le emozioni

Un bambino piccolo non riesce a definire a parole ciò che prova: è arrabbiato, è geloso o è triste? Lui non lo sa, deve ancora impararlo, ma sicuramente ci comunica a suo modo che non sta bene! I bambini vanno aiutati a dare un nome al loro sentire. Così come s’impara a dire quando fa male la testa o un piede, sarebbe altrettanto importante saper esprimere anche ciò che si ha dentro. Molti adulti spesso non sono in grado di dare un nome alle proprie emozioni: insegnamolo ai nostri figli fin da piccoli!! Ricordiamoci che questo processo è ovviamente graduale: dapprima i bambini potranno distinguere le emozioni piacevoli da quelli spiacevoli e via via crescendo potranno individuare e definire meglio come si sentono.

Ovviamente saperle individuare non è sufficiente: è sano anche saperle esprimere, non tenere tutto dentro ma poterle condividere con chi ci ama! Questo vale per tutti, grandi e piccini… Ci stupiremo di quanto fin da piccoli potranno imparare e insegnare anche a noi adulti!

 

Tutte le emozioni sono legittime…

Attenzione mamma e papà: le emozioni vanno legittimate: SEMPRE! Non possiamo censurare ne considerare vergognose alcuni emozioni: esse si provano e basta, nascono in maniera incontrollata. Aboliamo quelle frasi infelici del tipo: “Non devi sentirti triste!” o “Non puoi arrabbiarti!” o “Non sentirti geloso di tua sorella!”.

Ci si può sentire felici o arrabbiati o gelosi? La risposta è sempre una sola: sì!

Legittimare le emozioni significa accettare i propri figli per quello che davvero sono, lasciare loro la libertà di esprimere un’emozione senza paura di sentirsi condannati, o in colpa… Significa passargli in modo forte e chiaro il messaggio “mi interessa come stai e cosa provi, a me puoi dirlo, io ti voglio sempre bene”. Significa rispettarlo e considerarlo unico!

 

…ma i comportamenti no!

Abbiamo visto che le emozioni vanno sempre legittimate, ma le azioni che ne conseguono invece possono essere giudicate accettabili o non. Non tutti i comportamenti sono positivi, non sempre sono costruttivi. Per questo è importante aiutare i bambini a distinguere fra emozione e azione. Un conto è come mi sento, un altro è come agisco quest’emozione, come mi comporto. Molto semplicemente: un bambino può sentirsi arrabbiato? Certo che sì. Può mordere chi l’ha fatto arrabbiare? Certo che no.

Mamma e papà sono le figure fondamentali per aiutare i figli a gestire le proprie emozioni: un bambino non è capace di controllare ciò che prova, agisce d’impulso! Ma può imparare! Se educato può sperimentare e gradualmente sviluppare la capacità di scegliere i comportamenti più costruttivi, quelli leciti, rispettosi di se e degli altri.

Attenzione però a quando si manifesta disapprovazione per un comportamento: si può giudicare negativamente l’azione del bambino senza ferire la sua identità e la sua autostima! Invece di dire “sei cattivo!” possiamo esprimerci meglio dicendo “questo gesto è brutto! Non si fa!”. E magari offriamogli delle alternative di comportamento accettabili. Una bella differenza, no?

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